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Facce da Chef | Costardi Bros | Tavole Accademiche

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C’ é un qualcosa di speciale in questo paesaggio. Forse perché al riso sono particolarmente legato o forse perché, dalle risaie nelle Filippine a queste Vercellesi, la luce che si rispecchia nella acqua crea sempre un’atmosfera magica.

Un panorama speciale come l’incredibile forza di questa pianta che vive e cresce in una situazione unica. Il riso è una pianta igrofila, cioè in grado di vivere in situazione di eccesso d’acqua, cioè in grado di assicurare una fonte di carboidrati in aree del mondo in cui qualsiasi altro tipo di coltivazione sarebbe alquanto complesso.

La risaia non è un luogo facile, come il Vercellese non è un luogo facile.
E due fratelli che crescono tra le risaie con la voglia di trasformare l’hotel di famiglia in un grande ristorante hanno sicuramente qualcosa di speciale.

Due fratelli con la voglia di divertirsi, raccontando la loro storia ed il loro territorio, sono diventati la faccia delle risaie Vercellesi nel mondo dell’alta gastronomia. Questa è la storia speciale dei Costardi Bros.

I Costardi sono due fratelli diventati Grandi cuochi senza aver mai perso la voglia di giocare come bambini.
Da piccoli gli serviva poco per essere felici; un foglio bianco con dei colori e tutto era perfetto. Oggi basta un riso bianco più quei quattro ingredienti che la stagione offre ed il gioco è fatto. Questo è lo spirito dei Costardi.

Risotti. Risotti così buoni che quasi non vale la pena parlarne. Pomodoro e Taglio Sartoriale, due bombe di sapore messe nell cassetto dei ricordi dei piatti incredibili. Risotti tanti e buonissimi, ma non solo risotti; le polpette come quelle della nonna ma con firma d’autore, un panna cotta da volar viva ed un blu di capra con marmellata di fichi travestito da dessert.

Viva I Costardi. Viva il riso. Viva l’Italia.

 

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Foto in copertina: La Stampa
Foto risaia: InfoVercelli

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A pork experience | A Casa Do Porco

60% regular meat eaters do not consume more than 2 or 3 cuts of the whole animal.
Moreover, we are living in a period of our history in which the consumption of meet is going crazy and the conditions of the majority of the meat breedings are unacceptable.
Is that a system that could work?

I am not a nazi vegan/vegetarian balls-breaker, rather I love meat, and I consider it a food with an incredible and unique cultural power. But, I also have great respect for the animal that I am eating and a sensibility for the environmental impact that a piece of meat has.

A Casa Do Porco is the perfect gourmet declination of this concept. It is a restaurant based entirely on pork; daily, an entire “porco” is cooked on a grill and every single piece is served in the best way possible. Naturally the selection of the breedings for the meat and the other ingredients is insanely deepened in order to guarantee a high quality.

The idea of Jefferson Rueda (Chef and owner of A Casa Do Porco) is powerful in every country in the world, but in Brazil even more. Brazil is a paradox of a living country; it has the widest biodiversity in the world but it also has the primate for the gmos consumption. All around this nation km2 of forest, mainly, Amazonia and Mata Atlantica, every day, are burned or cut in order to plant monocolture or find some precious metals. Meat is produced in an industrial scale and the indigenous products are disappearing at light speed. The work and the choices of a Chef who wants to valorise the Brazilian tradition is probably the step against the tide that this country needs.

The tasting menu is the heaven of pork: belly, fat, ham, shoulder, leg, everything from the nose to the tail, stir fried, smoked, burned, fried or raw. Flashy, crunchy, succulent and flavourful, everything is just magic.

Eating is a political act. Eating meat even more.

 

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photo on evidence: Fine Dining Lovers